EcoFoodFertility

Un progetto di ricerca messo a punto da Luigi Montano, responsabile dell'Ambulatorio Pubblico di Andrologia della ASL di Salerno all'ospedale di Oliveto Citra.

EcoFoodFertility, nato inizialmente in Campania al fine di individuare un nesso su base scientifica fra i preoccupanti tassi di inquinamento ambientale nelle provincie a Nord di Napoli e basso casertano (Terra dei Fuochi) e il preoccupante incremento di patologie cronico-degenerative registratosi negli ultimi decenni, oggi coinvolge diverse aree d’Italia e d’Europa.

Infatti, il gruppo di specialisti, che operano presso il CNR, ASL, Università e altri centri di ricerca Italiani ed Europei verificheranno in maniera sistematica e con un’ampia gamma di esami le eventuali associazioni fra bioaccumulo di contaminanti nel sangue e nel liquido seminale e i disordini quali-quantitativi del seme maschile e le intolleranze alimentari in un campione omogeneo di uomini di differenti aree d’europa. In questo studio multidisciplinare e multicentrico maschi sani, 18-40 anni, non fumatori, non bevitori abituali, non consumatori di droghe e non esposti professionalmente, provenienti da aree ad alto e basso indice di pressione ambientale saranno reclutati dall’Italia, Spagna, Ungheria, Grecia e Repubblica Ceca.

Al centro della ricerca saranno gli spermatozoi che, per facile reperibilità e alta sensibilità agli inquinanti ambientali, sono considerati dei bioindicatori “ideali” del danno ambientale e sentinelle attendibili della stato di salute dell’uomo. Si misureranno i livelli di contaminanti nel seme e nel sangue (Metalli Pesanti, Idrocarburi Policiclici Aromatici, Diossine, PCB, Ftalati, Parabeni, Bisfenoli, PFOAS, Nanoparticelle e Pesticidi) e si correleranno con i parametri seminali dei soggetti in esame, quali: numero,  motilità, morfologia degli spermatozoi, indice di danno del DNA spermatozoario. Esami epigenetici, poliformismi genetici, lipidomica e metabonomica seminale, stato redox, danni dna spermatozoari, esami citogenetici.

Verrà inoltre valutato mediante test di laboratorio nelle tre popolazioni la frequenza delle intolleranze alimentari,in particolare la celiachia e la gluten sensitive. Si conta di avere dei risultati entro tre anni così da indicare per i soggetti a rischio misure di prevenzione e terapie disintossicanti utilizzando applicazioni innovative delle scienze della nutrizione. In definitiva, un progetto pilota che possa indicare possibili strategie di sanità pubblica orientate alla prevenzione primaria e alla diagnosi precoce, in particolare per popolazioni residenti in aree a forte impatto ambientale.

www.ecofoodfertility.it

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