Rischi

Rischi

L’uso dei farmaci per la stimolazione ovarica espone ad un rischio di insorgenza della sindrome di iperstimolazione ovarica severa (OHSS) che può richiedere l’ospedalizzazione.

La letteratura riporta incidenze variabili della sindrome da iperstimolazione ovarica dallo 0,5% al 2%. Si hanno comunque a disposizione diverse strategie per ridurre al massimo il rischio della OHSS.

Negli ultimi 5 anni, non sono stati riportati casi di sindrome da iperstimolazione ovarica per le pazienti del centro Crea: infatti, qualora il rischio di sviluppare tale condizione sia elevato, i medici del centro potranno decidere di sospendere il ciclo, crioconservare gli ovociti o, nei casi di insorgenza post-fertilizzazione, di non effettuare il trasferimento degli embrioni e di procedere alla crioconservazione degli stessi ed al loro trasferimento differito non appena le condizioni di salute lo permettano, come previsto dalla legge (Art. 14 comma 3), da realizzarsi non appena possibile.

Gravidanza extrauterina: il rischio e’ riportato tra lo 0,5 e il 3% in base alla presenza o meno di un fattore tubarico di infertilità.

Le complicanze derivanti dal prelievo ecoguidato di ovociti sono percentualmente molto basse e comprendono infezioni pelviche (0,6%), complicanze di tipo emorragico sanguinamento addominale (0,07%), perforazione dei vasi iliaci (0.04%) che possono  richiedere un ricovero ospedaliero urgente con eventuale intervento chirurgico laparoscopico;

Mancato recupero ovocitaio: esiste inoltre la possibilità  che il pick-up esiti in un mancato recupero di ovociti o nel  recupero di soli ovociti immaturi o post maturi non utilizzabili per la inseminazione.

Gravidanza multipla: per il trasferimento in utero di più di un embrione espone al rischio di gravidanza multipa con un aumentato rischio di patologie durante la gravidanza (parto pretermine, rottura prematura di membrane, diabete, ipertensione, preclampsia) e la necessità di ricorrere quasi sempre ad un taglio cesareo.

L’incidenza di aborto spontaneo è sovrapponibile a quella esistente in caso di concepimento naturale.

 


Possibili rischi per il nascituro

Secondo i dati di letteratura più recenti, emerge una percentuale di poco più alta di malformazioni in bambini nati da tecniche di fecondazione in vitro, rispetto ai concepiti spontaneamente (11,0% vs 5,6%), ma questa differenza non risulta essere statisticamente significativa (P = 0,099) (Ann Pediatr 2009).

I nati da ICSI per un fattore severo di infertilità maschile hanno un aumentato rischio di alterazioni cromosomiche (de-novo: 1.6% verso 0.5%; trasmesse: 1.4% verso 0.4% della popolazione normale).

L’aumento sembra essere più correlato alla alterata qualità dei parametri seminali che non alla tecnica ICSI di per sé (Hum Reprod 2002).

Peraltro, non sembrano esserci differenze statisticamente significative riguardo alla presenza di eventuali patologie neonatali in bambini nati con tecnica ICSI utilizzando spermatozoi freschi, provenienti da eiaculato o da prelievo chirurgico (Fertl Ster 2011).

Inoltre, analizzando  la differenza fra la percentuale di malformazioni in bambini nati su ciclo fresco o su congelato mediante FIVET/ICSI la maggior parte della letteratura è concorde nel ritenere che, anche in questo caso, non vi sono differenze statisticamente significative fra i due gruppi di studio (Wennerholm, Hum Reprod 2011)

Infine i dati relativi allo sviluppo cognitivo e psicomotorio sono concordi nel non rilevare alcuna differenza fra i concepiti spontaneamente o a seguito di FIVET e ICSI (Hum Reprod 2003, Hum Reprod Up 2008). Questi dati sono stati confermati da un recente lavoro che valuta oltre a questi due aspetti anche la loro capacità di socializzare rispetto a bimbi concepiti spontaneamente (Neuropediatrics 2011).

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